Capitolo
5 Prova di forza (parte terza)
Un
urlo accompagna lo scatto di Raffa.
Il
Cavaliere Celeste cerca di raschiare il fondo del barile in cerca
delle ultime energie. Prova ad aiutarsi con ogni mezzo, il grido gli
dà la forza di staccare di qualche metro Mez.
Chi
non deve partire cerca di incoraggiare in ogni modo il compagno in
attesa di sfogare sulle gambe tutta la propria forza.
Lorenz
e Velo chiudono la prima tornata in parità perfetta, ma i Pirati
Oscuri sanno non basta.
L'afa
adesso si fa insopportabile. La fatica e la tensione fanno sembrare
il sole più caldo del solito.
“Forza
ragazzi, ancora uno sforzo” Velo
sprona i suoi non appena arriva sul traguardo. Il secondo giro è già
iniziato.
La
sfida procede inesorabile, incurante della temperatura e dell'acido
lattico nelle gambe.
Matri
adesso non riesce più a controllarsi: urla, salta, si dimena. Tifa,
spudoratamente per di più.
I
Pirati Oscuri però non si distraggono, hanno già imparato sulla
loro pelle che è meglio non cadere nelle provocazioni degli
avversari.
La
terza tornata dà la vittoria a Mez e compagni.
Quando
il primo Pirata parte per il terzultimo scatto, la distanza con Raffa
è molta, troppa. Lorenz, affiancato spalla a spalla con Velo, era
scivolato nel momento di tornare indietro, compromettendo in modo
definitivo la gara.
Dave,Paqua
e Titti scattano veloci. Il vantaggio aumenta.
Il
Prete guarda Matri. Nei suoi occhi ci dovrebbe essere rabbia,
incredulità e paura per la sconfitta, invece niente di tutto ciò
traspare dal suo sguardo, freddo e asettico, come se intorno a lui
tutto fosse fermo e sotto il suo controllo.
Il
dirigente Rosso Blu piega leggermente il capo di lato, come a voler
indicare qualcuno. Lorenz conferma di aver capito strizzandigli
l'occhi destro.
Appena
Enrico finisce il suo scatto il Prete lo avvicina e gli sussurra
qualcosa all'orecchio.
Poche
parole che il Cavaliere Celeste capisce al volo. Non c'è tempo per
fare domande, gli ordini vanno eseguiti alla svelta.
Mez
intanto parte per il suo penultimo giro della morte.
Il
Principe, fino a quel momento in rigoroso silenzio fatto salvo il
momento di bagarre che si era scatenato dopo l'assegnazione della
vittoria ai Cavalieri Celesti della seconda serie, ora è in piedi a
fianco a Matri e, quasi provocandolo, salta e urla insieme a lui.
Incita i Pirati Oscuri e li spinge verso il successo.
Velo
chiude la penultima tornata con un vantaggio più che rassicurante.
Il
giro ricomincia accompagnato dall'urlo di vittoria dei Pirati.
Uno
dopo l'altro i ragazzi compiono la loro ultima fatica.
La
vittoria sarebbe arrivata di li a poco. Ora c'era solo da pensare a
una punizione esemplare.
Velo
è fermo sulla linea di partenza in attesa del cambio. Questa volta
non sarebbe mai e poi mai partito in anticipo, sempre che prima
l'avesse fatto.
Il
Pirata aspetta l'arrivo di Titti immobile sulla linea e, prima di
partire, guarda Matri con un'espressione insolente. La vittoria era
cosa fatta.
“Posso
andare?”
gli chiede già pregustando il sapore della vittoria.
“Ops”
esclama Matri un'attimo prima di vedere il gigante Rosso Blu gambe
all'aria.
Lorenz,
partito prima dell'arrivo del suo compagno, taglia in traguardo con
il suo diretto avversario ancora in terra, incredulo per l'accaduto.
I
Cavalieri Celesti sono ora tutti intorno a Enrico, fanno scudo con il
loro corpo al compagno che li aveva salvati da una sconfitta certa.
Al
momento di partire Velo era stato atterrato da uno sgambetto, un
gesto vigliacco che ora i Pirati Oscuri volevano vendicare.
Dave
cerca di sfondare il blocco umano ma Enrico è ben protetto dai suoi.
Il
Principe cerca giustizia in Zaza' ma il mister si difende giurando di
non aver visto nulla. Gli dice un'altra cosa, una frase breve, con un
tono di voce basso, ma nella confusione generale non viene colta.
Matri
adesso è in mezzo al campo, intento ad urlare frasi senza senso, un
misto tra imprecazioni contro i Pirati ed elogi ai suoi Cavalieri.
L'arrivo
di Beppe non quieta la squadra.
Continuano
a volare nomi, insulti e minacce.
Velo,
trattenendo Dave e Paqua dal volersi fare giustizia da soli, urla
contro gli avversari frasi sulla lealtà sportiva e il significato
dello sport. Tempo perso.
Dopo
diversi minuti gli animi si tranquillizzano.
Zaza'
strilla a più non posso, un simile comportamento non era
tollerabile.
“Adesso
che vi siete calmati, prima di scoprire che sorpresa hanno in serbo i
vincitori, fate tutti tre serie da cinquanta squat, così la prossima
volta ci pensate prima di fare i fenomeni.”
Tra
i Pirati Oscuri regna il malcontento.
Nessuno
vuole fare centocinquanta squat, tantomeno nessuno vuole piegarsi
alla punizione dei ladri divini.
“Allora
non capite” attacca Live “noi
siamo nati per amore verso il nostro gruppo. Questo è quello che ci
lega. Se noi gliela diamo vinta gli consegniamo la squadra su un
piatto d'argento. Fidatevi, chiniamo la testa ora, arriverà prima o
poi il nostro turno.”
“Ha
ragione. Forza ragazzi, diamoci dentro”.
Zaza'
controlla scrupolosamente che tutti eseguano l'esercizio. Nessuno
sfugge al suo controllo.
“La
punizione la eseguiranno la prossima volta, adesso è tardi c'è giù
Beppe che aspetta”
Il
Principe entra nello spogliatoio a testa bassa, non curandosi di
Zaza' e Matri che lo stavano chiamando a gran voce.
Il
dirigente Rosso Blu, varcata la soglia come una furia, sbraita a più
non posso obbligando il Pirata Oscuro ad andare nello stanzino del
mister.
“Io
e Zazà dobbiamo farti un bel discorsino. E vedi di non farmi
incavolare ulteriormente” urla
chiudendosi dietro di se la porta.
Quando
il Principe entra nello stanzino, Zaza' e Matri sono li che lo
attendono.
